Monthly Archives: January 2011

Heroin In Tahiti

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Potrei scommettere sul fatto che l’unica persona ad avere mai fatto uso di eroina a Tahiti è Marlon Brando. D’altronde l’eroina non deve essere facile da reperire nella Polinesia Francese. Heroin In Tahiti è un abile e scaltro progetto musicale che si definisce “death surf”. Il genre da il nome all’EP, o vice-versa. Prima di sentire il surf, ovvero prima di arrivare a degli accenni di Dick Dale, io ci sento Dieter Moebius (nonostante le chitarre) e addirittura Vangelis. Inutile però perdersi in riferimenti a musicisti del passato, non ne potranno più nemmeno i due di Heroin In Tahiti visto che questa musica nasce come una conseguenza di spasmodica ricerca. Consiglio vivamente di ascoltare e scaricare l’EP qui sotto.
E congratulazioni.


L’Avvenire Condanna Boardwalk Empire

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Se devo fare una macumba ad un gatto randagio chiamo un critico televisivo dell’Avvenire. Ma se devo informarmi sui media cerco di leggere qualcuno che segua gli insegnamenti di McLuhan piuttosto che una Shari’a fallimentare controllata da un covo di ladri a Roma.

Boardwalk Empire, serie televisiva di HBO da me trattata su Rolling Stone cinque chili fa, è stata additata come negativa, direi quasi sovversiva, da tale Mirella Poggialini, un’editorialista del giornale cattolico che spero si identifichi con la madre in Carrie-Sguardo di Satana. A propos di Satana la Poggialini scrive anche su TV Sorrisi e Canzoni.

Cito un passaggio del suo pezzo intitolato Se la TV promuove “eroi” negativi.

“Steve Buscemi dà al personaggio una dominante presenza in cui il male diventa inevitabile e irrefrenabile, accettato in un mondo che non ne avverte il pericolo e sembra non provarne alcun disgusto. Si ha, insomma, la progressiva cancellazione, nelle sceneggiature, del concetto di «colpa»”… “il fatto che questo si diffonda attraverso il mezzo estremamente insinuante del telefilm… fa riflettere sull’effetto traino di suggestioni che diventano, senza che ce [ne] accorgiamo, anche sottili inviti”.

Non vi preoccupate però, la nostra fine intellettuale ci ricorda che esistono ancora dei buoni in tv: basti pensare alla costante simpatia con la quale viene seguito ogni giorno su Rete4 Walker Texas Ranger o al fascino onnipresente della Signora in giallo.”

Napa Asylum

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Esiste tuttoggi il Napa State Hospital, un ospedale psichiatrico frequentato da pazienti maniaco depressivi piuttosto che assassini pedofili. Originariamente il complesso sanitario, eretto nel 1876, si chiamava Napa Asylum for The Insane. Fu progettato dagli architetti Wright & Sanders di San Francisco seguendo le indicazioni del Dr.Thomas Story Kirkbride, o meglio del suo trattato On the Construction, Organization and General Arrangements of Hospitals for the Insane. Sfortunatamente il Napa Asylum fu abbattuto nel 1949, e l’edificio originale è considerato un “Kirkrbide” che è andato perso. Un frutto del genio umano che è stato distrutto da gente che non riconosceva la sua importanza storica. Chiaramente il solo fatto che un opera architettonica fu costruita seguendo parametri di psichiatria, di ispezione comportamentale e di sperimenti medici è affascinante quanto spaventoso. Ma se l’immagine ci tocca nel profondo forse è perché le tecniche di controllo sperimentate ai tempi del Napa Asylum nei giorni nostri sono state raffinate a tal punto che riescono ad essere applicate su larga scala.

Esce oggi Napa Asylum, il nuovo album dei Sic Alps.

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Matt Hartman, Mike Donovan e Noel von Harmonson

Matt Hartman racconta un suo sogno: “Avevo un dollaro d’argento sotto la pelle del mio braccio…cercavo di staccarlo con l’altra mano, si staccavano dei pezzi di carne ma il dollaro non si smuoveva”.

Sic Alps : Low Kid

Drag CityAmazon.it, Rough Trade, Boomkat (LP)

Comme Des Rincoglioniti

Look #9 della sfilata Comme des Garçons Autunno 2011.

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L’immagine si commenta da sola.

*Incredibilmente ci sono state delle incomprensioni. Il fatto grave è LA MAGLIETTA DEGLI U2*