Grazie a Federico sono stato coinvolto in una discussione sul DIY con Carlo Pastore, VJ di MTV.
Il post di F sul mio blog ha causato una chiamata (di protesta) all’ufficio dove lavoro (!). La chiamata a sua volta ha causato un nostro intervento radiofonico (mica ci facciamo mettere i piedi in testa…) dove abbiamo spiegato il DIY raccontando Penny Rimbaud , i Buzzcocks etc. Allora Pastore, seccato, ha fatto un post sul suo blog dove include le seguenti parole :
“Costantino della Gherardesca … ha parlato di disinformazione, concludendo che “prima di parlare di DIY, bisognerebbe ascoltare certe band”, elencandole tutte. Si è dimenticato di citare Billie Joe Armstrong dei Green Day e i suoi trascorsi”

Discussione coinvolgente, comunque. Io non conoscevo Carlo Pastore e anche se in linea di principio posso non essere d’accordo su certi punti, questo scambio di messaggi è stato stimolante: quindi grazie per i post sempre interessanti su questo blog.
Poi vabbè, mi spiace che ci siano stati casini..!
ti sei dimenticato di citare anche Fred Durst dei Limp Bizkit!
La dottrina MTV ormai ha messo radici profonde in Pastore. Tanto che i Green Day, per lui, hanno la stessa valenza sociale degli Scritti Politti. Non si può lavorare per McDonald ed indossare contemporaneamente i panni dell’alfiere del DIY, portavoce del rinnovamento. I trascorsi di Billie Joe??? per carità.
Carlo Pastore è una povera vittima del sistema show biz ( vabbe mondo dello spettacolo delle mutinazionali che operano nella provincia ai confini dell impero = l’ italia )
In sostanza una Miley Cyrus de noartri
diy, s’inizia con la masturbazione e non si sa dove si finisce!!
i green day sono i monkeys dei 90, mentre
mi dissintossicavo e quella povera vittima di K.C. si era appena sparato infaccia, mtv lavava il cervello di molti giovani con quel video sul basket qualche cosa che non ho mai sopportato….
Messagio per Pastore, si consapevole che lavori per il dark side della forza.
dice: “Ringrazio per la lezione frontale, ma io intendo un’altra cosa. Non mi interessa parlare di storia, mi interessa scriverne una nuova.”
si ricordi che
a-Conoscere il passato è fondamentale
b-chi cerca di scrivere la storia rischia di fare danni, viva il momento senza pontificare grazie
mi spiace per lui che è arrivato ultimo e gli tocca di fare il vj parlando di caramelle sintetiche, dischi orrendi e vuoto.
TRSAMISSIONE DI STATO??per dispenser????
ma lo sa che lavora per le multinazionali???
visto che nel post di pastore mi prendo anche io le mie colpe,
gli ho risposto.
Mentre la mia risposta viene giudicata e poi pubblicata (myspace a quanto pare funziona così, non lo so non lo uso…)
per chi fosse interessato
la copio e incollo qui.
Ciao Carlo sono Federico Bernocchi,
non avendo un account su Myspace, rispondo tramite quello Dispenser, ma ti prego di considerare questo mio intervento a titolo personale.
“E’ evidente che Bernocchi è uno che nella sua vita non ha mai organizzato un evento sostenibile per costi e fruibilità, altrimenti non sarebbe così semplicione; probabilmente era impegnato a discutere dei massimi sistemi nella sua permanenza al DAMS di Bologna. ”
Ti ringrazio per averla messa sul personale.
Tirare in mezzo il DAMS in questo modo ti qualifica come la vecchina del treno di penthotal che urla “E POI C’È IL DAMS CHE È UNA SCUOLA DI DROGATI!!!”.
Citare Pazienza, te ne do atto, mi s-qualifica come uno che ha fatto il DAMS.
Non avendo mai detto in onda di essere un paladino del DIY,
non sarei tenuto neanche a rispondere a questa affermazione,
ma visto che questa è la questione…
Ho organizzato, partecipato come semplice spettatore, aiutato a diffondere, ho fatto fotografie, ho cucinato panini, sono stato alla cassa, messo i dischi, per molti eventi, festival, concerti
e ti posso assicurare che il miami NON è “l’unico festival italiano a dare spazio a band italiane nuove in una Nazione totalmente sorda e avversa alla cultura musicale fuori dai giri delle marchette”.
C’è tutto un mondo - che liquidi con la formula “intellighenzia della “Scena” - che da spazio a una cultura musicale che tu magari non prendi in considerazione.
E, giuro, anche prima del 2005.
Sono tantissimi,
ma per comodità ti faccio solo un esempio piuttosto chiaro:
da anni (7 per la precisione), esiste l’antimtvday.
un festival che proprio nei giorni dei vari MTV day,
fornisce un’alternativa a quella che da molti viene vista come un’imposizione di gusto.
Una (volontariamente) nicchia che fa, che realizza, prodotti culturalmente distanti da quelli che passano attraverso il canale MTV.
Poi a te può piacere o non piacere.
Puoi partecipare o meno,
come io sono libero di farlo per il miami o altre manifestazioni…
però c’è, esiste, ed è lì (come in molti altri posti) che secondo me si può parlare di DIY, di ripartire dal basso, di contenuti fuori dai giri.
Perché da questo fraintendimento nasce questa simpaticissima querelle.
Io intendo quello.
E secondo me, ribadisco, usarlo per definire quello che fai tu (sia per MTV che per quanto riguarda il Miami) è quantomeno discutibile.
Io sono molto contento e fiero di ciò che faccio per dispenser, ma non userei mai quell’espressione per definire il mio lavoro, perché c’è una sostanziale differenza di canali di comunicazione, di linguaggio e di contentuti.
Mi dispiace che tu abbia letto il nostro intervento in radio come un tentativo di farti passare come un coglione.
Non era quello l’intento, te lo posso assicurare.
Quello che volevo era ridare significato a una precisa espressione.
E per rimanere sulla citazione dei colle der fomento
“e mi capisci, zì?
che non lo so se poi alla fine mi capisci, zi
io faccio tanti bei discorsi ma alla fine qui
chi c’è c’è
e chi non c’è dovrebbe esserci.
e si.”
Ah, sinceramente quando qualcuno comincia a paralare di “esercito”
io automaticamente mi schiero dalla parte opposta.
Ciao
Federico Bernocchi
“C’è tutto un mondo - che liquidi con la formula “intellighenzia della “Scena” - che da spazio a una cultura musicale che tu magari non prendi in considerazione.”
Non la conosce. Anche se, in teoria, si occupa di musica.
uff.. io rivorrei costantino qui dentro. ha un così raro dono di sintesi… ps CIAO MARCI!
Divertente questa diatriba tra gente che fondamentalmente non lavora e non fa musica, autoprodotta o per la Sony BMG. Costantino è legittimato da Dio, quindi tutto bene. Ma Federica la paninara e Carola l’invasata..pietà. Almeno Elena Santarelli ha il buon gusto di sgambettare come le viene richiesto e starsene zitta.
Bella Francè.
… Viva CARLA DEL PONTE! Abbasso CARLA PASTORE !
Una cosa è certa: se mai dISPENSER dovesse chiudere (TIE’!), nessuno di noi potrà sperare di trovare lavoro ad Mtv.
TAGLIO E INCOLLLO DAL PROFILO SUL SITO DI MTV DELLA SANTARELLI:
Elena Santarelli nasce a Sermoneta (Latina) il 18 agosto 1981. A soli 17 anni Elena vince, dopo aver sfilato per Giorgio Armani, Laura Biagiotti e Gai Mattiolo, il concorso italiano “Elite Model”
Scusate ma gli stilisti citati sono l equivalente nella musika di , Eros Ramazzotti ( Armani), Lando Fiorini (GAI Mattiolo) e Rosanna Fratello (Laura Biagiotti).
ho letto il post di questo Pastore che hai linkato
nn mi addentro nella discussione musicale
MA:
la domanda è : ” cosa E’ il sistema??”
io non capisco
sotto il suo post ce una che cita il film “V x VENDETTA”
film prodotto dai bravissimi & stramiliardari frat. Wachowski dalla W A R N E R ……
che confusione
nn solo
conosco i produttori dei ” 3 allegri ragazzi morti ”
e nn sono la WARNER ma cmq il succo è lo stesso
MAH
siamo TUTTI parte del sistema
sorry
Se pensa che i Green Day siano DIY allora non solo è poco informato ma anche molto poco giusto.
PS anche i primi singoli di Gigi D’Alessio probabilmente erano DIY nell’ottica di CP
ehhhhh punizione immediata!
Purtroppo uno come Pastore ha perso la dimensione della realtà, è entrato in quell’ottica distorta che gli fa guardare il mondo attraverso quella bolla di sapone confezionata ad arte da MTV. Non si rende conto che quello che dice è il contrario di quello che fa, è ridicolo ma è anche agghiacciante. Il problema fondamentale è che ormai chiunque diventa un minimo noto grazie alla tv potrebbe diventare anche un potenziale killer delle coscienze della gente e in primo luogo della propria. Pastore ne è un esempio lampante.
come è che è spartio un mio commento? Non avevo mica detto niente di offensivo.
Sono fuso e vi ho confuso col blog myspace di Pastore: il mio commento è sull’altro post.
E’ stato l’ascolto congiunto dei Flipper, dei Butthole Surfers unito alla lettura dei proclami di Carlo Pistorius.
Butthole Surfers grandissimi !!! Simpatia per Pecora cresce a dismisura.
qui comunque si sta a svalvolare. uno fa un post per risvegliare le coscienze di un esercito e si piglia male perchè qualcuno lo critica…
ahahahhahaha….chi cazzo e’ carlo pastore?? maybe I should be a VJ.. can you make it happen?
Carlo pastore : DIY = BURZUM : Angelo di Dio
I can’t listen to your god damn radio show on any website… tell your technical people to figure it out. or get marco on that shit..
‘Mi dispiace che tu abbia letto il nostro intervento in radio come un tentativo di farti passare come un coglione.’
a me invece dispiace che tu ti stia giustificando con quell’insetto stretto stretto nelle sue pantacalze, se uno è un povero coglione borioso per giunta totalmente inconsapevole del fatto che sbrodola continuamente proprio ciò che si auspica di non proporre (come un povero coglione appunto) è giustissimo rimarcarlo
‘Si è dimenticato di citare Billie Joe Armstrong dei Green Day e i suoi trascorsi’
ma perchè non Jessica Simpson? o Britney?
http://it.youtube.com/watch?v=nypusXmF5BI&feature=related
HM: nessuna giustificazione.
ribadisco che per me DIY,
non è nè MTV nè rockit ne il miami.
nè io nè costa abbiamo mai detto
che dispenser o raidue è diy.
e non vogliamo (s)vendere questo concetto a nessuno.
si citavano i colle der fomento.
cito Kaos con
“il concetto resta estraneo per te se non hai il codice”.
infatti il problema non sono nemmeno i Green Day quanto il fatto che il pastore conosce solo loro e pensa siano very underground (anzi ha iniziato a pensare che siano undergrouindie da quando si spalmano il mascara e l’ombretto)
Carlo Pastore, so che mi leggi.
Ascoltami, è il tuo target che parla.
sono una che potrebbe acquistare tutti quei prodotti che pubblicizzeranno sulla base del tuo manifesto.
perdo 15 minuti del mio sabato perché devo insultarti un po’, ma giuro che poi comprerò qualcosa.
allora, la tua è una bella mossa. ho detto “mossa”, non “idea”.
la tua è una bella mossa senza idee, ma soprattutto senza ideali.
perché noi non abbiamo ideali, anche se ci piace tanto l’idea in sé.
hai rubato tre o quattro ideali fighi qua e là senza capirli fino in fondo, mescolandoli in un tuo spot/manifesto realizzato in modo finto-artigianale per tentare di ingannare le cerebrolese come me (audio pessimo, montaggio casareccio, ma guarda caso lo slogan finale è giustissimo).
il tutto però di anticonformista e nuovo ha ben poco.
anzi, sei di un antico devastante.
sai perché sono cosi incazzata con te e non con le multinazionali?
perché sembra quasi che tu ci creda veramente a quello che mi stai vendendo.
sei vero e romanzato, come gli spot per assorbenti.
Spero vivamente che gli sponsor ti ricoprano di soldi e vendano cellulari e suonerie sulla base del tuo manifesto del cazzo. lo spero perché un giorno avrò la sicurezza che sarai depresso.
depresso perché, dopo questa botta di culo, non avendo idee e non sapendo parlare, non saprai riciclarti.
di buono c’è che scoperai tantissimo.
boh non ce lo vedo come gran scopatore, poi con i jeans taglia 20 rischia di castrarsi ogni volta che se li sfila. ah poi caro pastore in quelle 2/3 volte (4?) che ti ho visto su Mtv mi hai sempre dato l’impressione di uno che si prepara per ore i discorsi allo specchio enfatizzando i gesti e calibrando le posture brrr beh ti auguro con tutto il cuore di presentare il festival di S.Remo prima o poi (che in fondo è il sogno segreto che ti fa battere ardentemente il cuoricino) ciaociao
Costantino, mi piace perchè rispondi alle provocazioni. Però tu che sei un grande esperto di DIY te lo ricorderai il 924 di Gilman Street, no? E allora non disinformiamo, ancora una volta. Buon lavoro.
wikipedia insegna:
“Il Gilman si fondava sul principio dell’uguaglianza, rifiutando il razzismo, il sessismo e l’omofobia. Le linee guida del locale erano rappresentate da tre principi fondamentali:
niente alcol;
niente droga;
niente violenza.
Basato sull’etica del do it yourself, per diventare socio del locale era sufficiente pagare una quota annuale di 2 dollari”
figo non lo sapevo.
Pastore, mi piace perchè sai usare google invece di rispondere alle provocazioni come Costantino.
Te la ricorderai sicuramente COMETBUS no?
Fatta da un roadie del gruppo che nacque artisticamente a Gillman Street? Sì dai, te che sei un abituè del Gilman street sulla west coast, della masseria Maizza a Fasano (nel Salento, quando Rocco degli Anna Karina e dei La quiete suonava nei Le Ceneri no, te lo ricorderai, eri in seconda media, nel 2005) sulla East e dell’Abc No Rio no?
No?
Ti dò il link io, così ti fai una cultura sul DIY A.C (Avanti Carlo, dopo di te invece è D.C, come le scarpe e come appunto “Dopo Carlo”): aggiungilo alla tua di Kultura, che ti sei fatto dal 2005 in poi…
http://www.amazon.com/Despite-Everything-Aaron-Cometbus/dp/0867195614
Però risparmia la fatica di leggere, che non è in html
e sbattitelo in testa, con lo spigolo della brossura però, per vedere se, oltre ai capelli più sotto a livello delle tue Usurp Synapsys si muove qualcosa…
Sono 600 pagine, fanno sicuro il suo porco effetto sul cuoio capelluto, metti molta gommina Simmons onde evitare spiacevoli effetti collaterali(chiedi cosa è a Pasta, che lui è esperto di modernariato)
tuo quasi omonimo bushwacker,
morganz è bucknasty travestito da donna LOAL
comunque fossi in te Pastore io non avrei replicato, non so se te ne stai rendendo ma ti stiamo sbranando. vabbè non ci arrivi pazienza
ciao sono un adolescente e il mio personaggio televisivo preferito è il pastorello amico di Heidi, lo torovo molto indie, voi cosa ne pensate? però forse ha i pantaloni un po’ larghi..
ciao, le mie chicche preferite sono le indietorelle, mangiale anche tu e ti sentirai più indie (quasi come carlo pastore in calzamaglia su una seggiovia di St.Moritz)
Pastore devi capire un concetto molto semplice, questo deve essere il tuo primo concetto guida per evitare figure di merda da qui alla fine della tua carriera di presentatore televisivo: TRA TE E L’HARDCORE PASSANO MILIONI DI ANNI LUCE che non supererai mai nè scopriresti nemmeno se avessi 3 vite a disposizione, tu sei indiepop/emo capisci? nè più nè meno, e certe parole non dovrebbero nemmeno sfiorarti l’anticamera del cervellino. non sei alternativo un cazzo prendine atto e non sbrodolare parole insensate fuori dalla tua portata indiemo altrimenti ti tagliamo il fondo dei pantaloni e te li facciamo cadere sulle scarpine di cui tutti ignoreranno la marca (ma tanto sono all star vintage di merda o qualche altra scarpa stronza a fondo piatto)
LOAL chi è bucknasty?
bucknasty è un hipster pentito del suo stato sociale, quindi una birba
puoi vederlo anche in questo video a 0:18
http://it.youtube.com/watch?v=htr4y5RSV7A
..però continuo a non capire perchè vi accanite pesantemente contro pastore.
Ha usato il termine DIY in ambienti dove probabilmente sono più le frangette che i dischi originali, è vero, però comunque è nobile da parte sua introdurre alcuni concetti. Poi ognuno avrà la coscienza critica (spero) ti approfondire a proprio piacimento la vera essenza del termine. Continuare ad ascoltare i pavement piuttosto dei chrome o di ramazzotti, scaricare i D.A.R.I. da emule, ma questa è un altra storia.
Mica viene intaccata l’integrità di un termine se lo si usa in un video di 2 min. che hanno visto si e no 100 persone..
“Il sorpasso” come il “mi ami” sono belle iniziative, tirano in ballo molti ragazzi e gruppi e c’è un ambiente sereno, ti becchi “the niro” e non i ” wilco”…però meglio di un dito in culo.
no meglio un dito in culo, poi senti che sapore ha
Last merendina, il motivo dell’accanimento è che quella di Pastore e compagni di sbrodolamento è una operazione di revisionismo storico che magari non sarà pericolosa come altre operazioni ma ha la stessa povertà di spirito dietro.
Diy è produzione, creatività, vita activa (Pastore, leggiti anche HAnna Arendt invece che leggere il blog di Vasco Brondi, che poi non hai le sue capacità e quando lo scimmiotti fai tenerezza).
Il “nostro” diy non si vende, e se si vende si vende per quello che è.
Il Miami e Il Sorpasso (per carità, queste citazioni nazional popolari…) sono prodotti, senza nulla togliere alla loro dignità di prodotti. Ma in quanto tale sono solo fruiti passivamente (per carità, anche a me piace guardare la televisione o un film) da un pubblico, che in quanto tale al massimo può solo illudersi di “partecipare” alla produzione tramite commenti sul myspace der Sor Carlo o tramite la mboard del rockit o indiegossip.iobloggo.com.
Pastore è libero di vendere dei prodotti, ma non mascheri questa vendita più che legittima come un’opera di rivelazione, come una rivoluzione democratizzante. Se lo vuole fare lo faccia in altri modi, non con questa operazione per la quale mi pare che sia stato abbondantemente smerdato.
Noi non siamo un esercito del diy, siamo una armata Brancaleone di individui, che hanno pure scazzi fra loro ma dialettici (oddio, un termine marxista!!!), senza condottieri o profeti alla Pastore (nomen omen…) a indicarci la fedeltà alla linea (oddio una citazione dei CCCP!)
Questa è la ragione dell’accanimento, la sua è una operazione intellettualmente pericolosa.
Come diceva qualcuno, la differenza fra il “nostro” diy è quello che passa fra i termini “Indipendent” e alternative.
word.
“è nobile da parte sua introdurre alcuni concetti”
Pastore NON introduce il concetto di DIY, ma quello di Self-Made Man: lo volete capire o no? Pastore DICE “do it yourself”, ma parla di tutt’altra cosa.
ma che fa reppa?
dio mio.
Pastore NON introduce il concetto di DIY, ma quello di Self-Made Man: lo volete capire o no? Pastore DICE “do it yourself”
sisi io l’ho capito, praticamente è una pubblicità scemovente della Nike: Just do it
costantino ti amo; non mischiarti mai con questi brutti, pastori o pecore che siano. mi fai schiattare dal ridere, sei veramente al di sopra, e per questo mi stimoli musicalmente sempre molto. ieri ho scoperto una raccolta della souljazz chiamata diy con tutti i gruppi che citavi; alla fine però ho preferito un cd di glenn branca da alternare ai miei ascolti house/dance :). ah, sono in attesa dei cd dei chrome, sono veramente curioso! posso dire l’ultima? l’altra sera a dispenser hai fatto una battuta che mi ha ribaltato: tu e federico parlavate di nucleare, forse legato al crescente ritorno letterario riguardo all’argomento (? non ricordo precisamente) e federico ad un certo punto, in maniera innocente ti ha chiesto: ma come te lo immagini tu il post, cosa rimane secondo te dopo una catastrofe atomica? e tu ridendo: mah…non saprei…forse laura pausini?
beh bisognava ascoltarla, ma mi ha fatto piegare. grazie.
secondo me Pastore ha un cattivo ghost writer.
si parla di scena. di trl, mtv, quindicenni e santarelli. del dams. dei jeans stretti.
di musica no.
si parla di festival. di etichette indipendenti, di festival “popolari”.
carlo pastore non ci piace. ok. non credo parli di cose che non conosce, di sicuro si tratta di una realtà in cui è stato inserito a lungo. come, è un altro discorso.
il problema è però un altro: questa benedetta scena non esiste più. questo “noi” cosi insistentemente urlato si è smembrato. quel senso di comunità, di collaborazione, di supporto - nel senso piu ampio del termine -, di ricerca di spazio e di espressione è tramontato da anni, perlomeno in senso collettivo. è un peccato. ma ciononostante continuano ad esserci singoli “io” che portano avanti e si impegnano nel promuovere realtà di nicchia, e non per uno stipendio, ma perché si divertono nel farlo. perché credono sia giusto.
nel suo ultimo post, pastore spaccia la sua organizzazione del miami come un’opera di beneficenza. un qualcosa che fa nel tempo libero, si lavoro per mtv 340 giorni l’anno, ma mi tengo tre settimane libere per far godere il volgo della bellezza.
bellezza una sega.
andate ai concerti, comprate i dischi, ascoltate, se proprio dovete recensite. possibilmente senza il buonismo che contraddistingue ogni singola recensione di rockit.
volete fare, diffondere? ascoltate, conoscete, informatevi, andate un po’ piu a fondo. questo è giusto.
è triste che sia carlo pastore a spronare questi “poveri giovani d’oggi”.
luoghi comuni.
è triste che sia carlo pastore a parlare di diy come se sapesse davvero che cos’è. perché non basta riempirsi la bocca, non si tratta di questo.
uno dei fondamenti del diy è esserci.
partecipare, in modi diversi. il piu semplice è farlo fisicamente (ovviamente non in modo presenzialista tout court).
bisogna esserci, se ne vale la pena.
e non ci vuole certo carlo pastore per capire se ne valga la pena o no.