Sono al Primavera Sound, e stasera vedrò uno dei gruppi più radical (e più importanti) della storia: i Public Enemy. Suoneranno esclusivamente il loro seminale album del 1988 “It Takes A Nation Of Millions To Hold Us Back” (Def Jam). Non vedo l’ora… ecco, da quell album, “Night Of The Living Baseheads”.
e Don’t Believe The Hype


@Costantino
che significato può ancora avere la parola Radical dopo il sessant otto ,dopo la Tacher , dopo la guerra nel golfo , il successo e i trofei di Tiger Wood , Big Bother , l elezione e la rielezione di George W Bush , i movimenti teocon , i rigurgiti (o vomiti teocratici) in medioriente e mille altre cose ??
Spiegami ti prego il significato di questo fossile del Vocabolario
Con stima
Marcella
Marcella non rompere il cazzo è anche ironia
Perdipiù i Public Enemy (ed in particolar modo Chuck D) erano dei militanti “radicali” negli anni ‘80 di Reagan. Si rifacevano per l’appunto ai movimenti “radical” degli anni ‘60 (black panthers etc.) Ambito “The Nation” (link qui a sinistra). Se c’è un gruppo, nella storia della musica, per cui la parola “radical” è adatta … sono proprio i Public Enemy.
bah forse hai ragione io la musica di sti neri non la capisco , che anni meravigliosi quelli dei Regan , camicia rossa con jabot al mattino, giacca cordinata al cappello il pomeriggio e la sera abito paillettes color champagne .ti saluto
bravo.
e’ la mia preferita dei public enemy, che ho avuto la fortuna di vedere anche in toscana(a prato)
il pezzo si apre con un discorso di martin luther king.
QUESTO VIDEO MI HA SEMPRE FATTO INCAZZARE PERCHE’ MANCA QUELLA PARTE.