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Cinema, Cultura

Dainipponjin


01.29.08 | Comment?

Sin da bambino ho manifestato un interesse non comune per il Giappone e per il suo immaginario socioculturale: i samurai, i kamikaze, l’Uomo Tigre, Ken il Guerriero, la dicotomia tradizione vs. progresso, i Boredoms e la scena noise… e ovviamente il cinema. A conquistarmi è sempre stata la capacità, presente in tutta la produzione culturale nipponica, di alternare rigore formale assoluto e totale iconoclastia ai limiti della decenza. Forse se avessero sganciato due bombe atomiche su Torino e Roma oggi anche in Italia saremmo così avanti.

Comunque, a proposito di cinema segnalo Dainipponjin, opera prima di Matsumoto Hitoshi che ha entusiasmato i critici del Festival di Cannes 2007. Il film (il cui titolo segnifica pressapoco “il grande giapponese”) narra le vicende di un uomo allo sbando, divorziato e con la pancia, la cui vita cambia per sempre quando viene casualmente investito da un fantastiliardo di Volt: come ovvia conseguenza diventa un gigante forzutissimo, giusto in tempo per sconfiggere degli assurdi mostri che tanto per cambiare stanno mettendo a ferro e fuoco tutto il Giappone. Pur ammettendo che riassunto in questo modo il film pare una stronzata clamorosa, la reazione della critica non lascia dubbi: una pellicola del genere non si era ancora mai vista.

Basandomi sulle poche immagini in circolazione e sul trailer ufficiale, l’unico parallelismo possibile che mi viene in mente è quello con il glorioso videogame Rampage del 1986, in cui il giocatore si calava nei panni di un gigantesco mostro (disponibile in tre varianti: un simil-godzilla, un simil-kingkong e un simil-uomo lupo) e seminava morte e distruzione nel Midwest americano, cercando contemporaneamente di non farsi ammazzare dalle forze dell’esercito.

Due parole le merita il regista, l’esordiente Matsumoto Hitoshi (che del film è anche protagonista): è un personaggio televisivo famosissimo in Giappone, da molti considerato un innovatore della comicità catodica. Da noi quando ci va di culo c’è Fabio Volo nella parte di un trenta-e-qualcosa triste perchè la tipa che gli piace non gliela dà subito ma solo alla fine del film.

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