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Repertorio di Meisel Censurato

Grazie infinite a spotx per aver ripescato da YouTube la leggendaria campagna pubblicitaria di Calvin Klein. Negli anni 90 (95) Steven Meisel aveva preparato questi spot televisivi girati come se fossero nello scantinato di un maniaco sessuale. Sono stati censurati dopo pochissimo, ma rimangono un cult assoluto. Grazie a YouTube sono riemersi. Ed i bravi addetti a spotx se ne sono accorti.

Dainipponjin

Sin da bambino ho manifestato un interesse non comune per il Giappone e per il suo immaginario socioculturale: i samurai, i kamikaze, l’Uomo Tigre, Ken il Guerriero, la dicotomia tradizione vs. progresso, i Boredoms e la scena noise… e ovviamente il cinema. A conquistarmi è sempre stata la capacità, presente in tutta la produzione culturale nipponica, di alternare rigore formale assoluto e totale iconoclastia ai limiti della decenza. Forse se avessero sganciato due bombe atomiche su Torino e Roma oggi anche in Italia saremmo così avanti.

Comunque, a proposito di cinema segnalo Dainipponjin, opera prima di Matsumoto Hitoshi che ha entusiasmato i critici del Festival di Cannes 2007. Il film (il cui titolo segnifica pressapoco “il grande giapponese”) narra le vicende di un uomo allo sbando, divorziato e con la pancia, la cui vita cambia per sempre quando viene casualmente investito da un fantastiliardo di Volt: come ovvia conseguenza diventa un gigante forzutissimo, giusto in tempo per sconfiggere degli assurdi mostri che tanto per cambiare stanno mettendo a ferro e fuoco tutto il Giappone. Pur ammettendo che riassunto in questo modo il film pare una stronzata clamorosa, la reazione della critica non lascia dubbi: una pellicola del genere non si era ancora mai vista.

Basandomi sulle poche immagini in circolazione e sul trailer ufficiale, l’unico parallelismo possibile che mi viene in mente è quello con il glorioso videogame Rampage del 1986, in cui il giocatore si calava nei panni di un gigantesco mostro (disponibile in tre varianti: un simil-godzilla, un simil-kingkong e un simil-uomo lupo) e seminava morte e distruzione nel Midwest americano, cercando contemporaneamente di non farsi ammazzare dalle forze dell’esercito.

Due parole le merita il regista, l’esordiente Matsumoto Hitoshi (che del film è anche protagonista): è un personaggio televisivo famosissimo in Giappone, da molti considerato un innovatore della comicità catodica. Da noi quando ci va di culo c’è Fabio Volo nella parte di un trenta-e-qualcosa triste perchè la tipa che gli piace non gliela dà subito ma solo alla fine del film.

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